canarini in vendita in campania

Trovare un canarino in vendita in Campania, alla fine, non è tutta sta impresa come uno potrebbe pensare all’inizio, cioè io lo pensavo più complicato. Basta fare un giro qua e là, tra i vivai della zona oppure online, che ormai si trova tutto, anche troppo. Ci sono allevatori amatoriali, quelli che lo fanno più per passione che altro, e poi i classici negozi di animali. Io ad esempio ho conosciuto per caso un allevatore in provincia di Caserta, così, parlando: ha tipo una decina di gabbie, tenute pure bene a dire il vero, e ogni tanto apre il giardino e vende direttamente lì, senza troppi giri strani.

Prima di comprarlo, cioè prima di decidere proprio “ok lo prendo”, conviene guardarli un attimo, ma senza diventare paranoici. Se il canarino sembra vispo, che saltella sui rametti finti e non sta fermo impalato, di solito è un buon segno, anche se non è una scienza esatta eh. Le piume meglio se sono belle lisce, lucide, non tutte arruffate, anche se capita che uno sia solo un po’ spettinato per i fatti suoi. Gli occhi devono essere ok, diciamo vivi, non spenti. Se si riesce, chiedere pure quando è stata l’ultima volta dal veterinario, anche se a volte l’allevatore ti guarda strano. In genere c’è questo famoso certificato di buona salute, nulla di costosissimo, per fortuna.

I prezzi poi cambiano parecchio, a sensazione direi. In un negozio verso Salerno avevo visto canarini sui 30 euro, più o meno, mentre da un privato, uno appassionato vero, scendi pure a 20 euro. Dipende dalla razza, dall’età, e anche un po’ da quanto ti ispira fiducia la persona, secondo me. Quelli giovani, appena svezzati, costano meno ma sono pure più delicati, quindi boh, va valutato. Un adulto che canta già, invece, ti fa meno tribolare all’inizio, diciamo così.

Per portarlo a casa serve almeno una gabbietta decente, non quelle improvvisate. Plastica o metallo, basta che sia solida e pulita, e che non ci siano quelle fessure strane dove può incastrare le zampe. Esistono ste cassettine apposta, con le griglie, comode pure da tenere in macchina. Importante non lasciarlo al vento o sotto il sole diretto, che sembra ovvio ma non lo è per tutti. Anche fare pochi minuti di strada, tipo dal negozio sotto casa, va bene, però d’estate o d’inverno meglio stare attenti, che questi poveri animali sentono tutto.

Una volta arrivati a casa, la gabbia va messa in un punto tranquillo, niente finestre aperte o correnti, che poi si ammala e ti senti pure in colpa. Il mangime specifico per canarini va più che bene, magari con qualche seme in più tipo niger o miglio, che a loro pare piacere parecchio. L’acqua fresca è fondamentale, meglio cambiarla ogni giorno anche se sembra pulita. Io metterei pure una pietra calcarea, che serve per il becco, anche se all’inizio non la guardano nemmeno. Ogni tanto un pezzettino di frutta o verdura ci sta, giusto per variare, senza esagerare.

Se non canta subito, comunque, niente drammi. È normalissimo, spesso ci mette giorni ad ambientarsi. A uno che viene a casa potrebbe pure sembrare muto, ma poi all’improvviso parte. Serve pazienza, tutto qua. La gabbia poi va pulita almeno una volta a settimana, anche se a volte uno rimanda di un giorno o due, elimini semi vecchi, piumette, e dai un’occhiata generale. Ogni tanto controllare che non ci siano parassiti o cose strane, giusto per stare tranquilli.

In Campania ci sono pure mercatini dedicati, roba per appassionati veri, dove si scambiano canarini e mille consigli, alcuni utili altri così, per parlare. A volte trovi pure delle belle occasioni, razze particolari o colori strani che non vedi nei negozi normali. L’importante, secondo me, è andarci sereni, fare domande senza farsi problemi e portarsi a casa un canarino che poi, quando va, ti riempie la casa di cinguettii e ti migliora la giornata, anche se sembra una frase fatta.