asino sardo nano

L’asino sardo nano diciamo che è piccolo, proprio tozzo, con sto pelo folto che a me fa un po’ simpatia, sembra sempre spettinato. Sta abbastanza bene anche se non hai chissà che spazio, cioè non serve un podere enorme, e poi si abitua facile al clima della Sardegna, che vabbè è il suo. Non cresce tanto, più o meno un metro, forse qualcosa meno, dipende, comunque resta basso.

Prima di prenderne uno, ecco, conviene pensarci un attimo allo spazio, anche se uno tende a dire “sì sì poi vedo”. Serve almeno un posto asciutto, anche una tettoia arrangiata va bene, non serve il palazzo reale, però meglio che non stia sempre sotto l’acqua. Fuori è meglio recintare, niente di complicato ma solido sì, perché se no combina. Odia stare chiuso in box piccoli, si innervosisce, cioè si vede che non gli va.

Il terreno idealmente pulito, senza fango ovunque. Gli zoccoli sono pure forti eh, però l’umido rovina tutto alla lunga, secondo me più di quanto si dica. Ogni tanto bisogna togliere le cacche, che non è divertente ma si fa, e così restano un po’ più sani e anche l’odore migliora, che non è secondario.

Da mangiare fieno buono, non robaccia secca e polverosa. Uno o due chili al giorno vanno bene, poi erba se c’è, tipo quella del giardino, anche se non tutta tutta. Ogni tanto si può dare un po’ di cereali o mangime per equini, se vedi che è un po’ spento, ma senza esagerare, che poi ingrassa subito.

L’acqua deve esserci sempre, fresca, non quella torbida di ieri. Un secchio o un abbeveratoio vanno bene, basta che siano puliti. Cambiarla almeno una volta al giorno, anche se sembra che beva poco, però se è sporca non beve proprio, ho notato.

I denti vanno controllati, questa è una cosa che uno spesso ignora. Crescono sempre e a volte fanno male, anche se l’asino non si lamenta. Serve uno che sappia metterci mano, veterinario o maniscalco bravo, non il primo che capita. Sistemare i denti aiuta pure con il cibo, mangia meglio, sembra più tranquillo.

Se cerchi un allevatore, vai lì di persona, non fidarti solo delle parole. Guarda quanti asini ha, come sono messi, se ti sembrano sereni o un po’ spenti, che si capisce subito. Chiedi età, razza, anche se qualcuno svicola un po’ su ste cose, ma meglio insistere.

Il prezzo boh, varia tantissimo. Dipende da mille cose, età, pelo, sangue, dicono. Un giovane può costare qualche centinaio di euro, che già non è poco, quelli considerati belli o “di linea” arrivano pure oltre i mille, che a me sembra tanto ma vabbè.

Occhio ai documenti, perché poi sono guai. Serve il libretto sanitario e se c’è anche il certificato del libro genealogico è meglio, anche se non a tutti interessa. Però così sei a posto e puoi pure andare a fiere o eventi, se ti viene voglia.

L’asino sardo nano vive parecchio, tipo 25 o 30 anni, quindi non è una cosa da prendere alla leggera. È fedele, in un modo suo, certi lo tengono in giardino come animale da compagnia, che può sembrare strano ma funziona. I bambini di solito ne vanno matti, lo accarezzano, gli danno da mangiare, anche troppo a volte.

Non è cattivo, non scalcia così per sport. È mansueto, però va preso con calma, senza fare gli scemi. Se si spaventa indietreggia o si muove male, sembra quasi che perda l’equilibrio. Meglio evitare urla o movimenti strani, tanto non serve.

Per spostarlo serve un rimorchio per cavalli o un furgone con rampa, niente improvvisazioni. Controlla bene che non ci siano parti taglienti, che basta un attimo. Una stuoia antiscivolo aiuta parecchio, altrimenti scivola e si agita.

Alcuni allevatori, per fortuna, ti seguono anche dopo che hai comprato l’asino. Ti danno dritte su cibo, salute, ste cose qua. Secondo me vale la pena scegliere uno così, anche se costa un po’ di più.

Se poi hai problemi con spostamenti, carte, burocrazia varia, conviene chiedere a chi è già del giro. Ci sono gruppi di appassionati che si aiutano, si passano numeri e consigli, ed è una gran cosa, anche solo per non sentirsi persi all’inizio.